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Anche i betabloccanti sono utili nello scompenso cardiaco: studio MERIT-HF
Inserito il 30 settembre 2000 da admin. - cardiovascolare - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  



Diversi recenti studi hanno evidenziato che il blocco beta 1 nei pazienti con insufficienza cardiaca riduceva significativamente la mortalita’ totale. Tuttavia non sono stati effettuati studi completi su fattori quali ospedalizzazione, sintomi, qualita’ della vita. E’ stato percio’ stato effettuato uno studio multicentrico mirato a determinare gli effetti di un betabloccante a rilascio controllato su fattori quali mortalita’, ospedalizzazione, sintomi, qualita’ della vita, in pazienti con insufficienza cardiaca. Sono stati studiati quasi 4.000 pazienti in oltre 300 centri situati in 14 paesi; lo studio era in doppio ceco randomizzato della durata di circa 1 anno e mezzo con un follow-up medio di un anno. Venivano trattati pazienti in classe NYHA 2, 3, o 4 trattati con Metoprololo a rilascio controllato una volta al giorno a dosi crescenti. Si sono presi in considerazione fattori quali la mortalita’ totale, l’ospedalizzazione, il numero di ospedalizzazioni per peggioramento di insufficienza cardiaca, variazione nella classe NYHA per il gruppo di intervento. In un sottogruppo di 740 pazienti e’ stata valutata la qualita’ della vita. Nel gruppo dei pazienti trattati con betabloccanti e’ stato riscontrato un miglioramento di tutti i parametri con una diminuzione sia della mortalita’ specifica che della mortalita’ complessiva da ogni causa, una diminuzione della ospedalizzazione cardiaca dovuta ad aggravamento cardiaco, una diminuzione del numero dei giorni trascorsi in ospedale e un miglioramento della classe NYHA. Tali progressi erano tutti statisticamente altamente significativi. In conclusione si riscontra come un betabloccante a rilascio controllato (Metaprololo) migliora la sopravvivenza, riduce la necessita’ di ospedalizzazione e aveva effetti benefici sul benessere del paziente cardiopatico.
DZ. Jama 2000;283:1295-1302

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