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Betabloccanti utili nello scompenso cardiaco
Inserito il 30 ottobre 2000 da admin. - cardiovascolare - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  



Recenti dati sperimentali hanno ribaltato le convinzioni precedenti che i betabloccanti fossero controindicati nei casi di soggetti con scompenso, rivelandosi invece utili anche in tale patologia. Infatti recenti studi hanno evidenziato un chiaro benefico effetto dei betabloccanti nello scompenso cardiaco con riduzione della mortalita’ fino a valori intorno al 35%. Per verificare questi dati e’ stato effettuato uno studio randomizzato su quasi circa 4000 pazienti, gia’ in terapia ottimale, con aggiunta di metoprololo 25 mg. a rilascio lento o 12,5 mg. in formulazione normale, in somministrazione unica. Sono stati esaminati alcuni end-point primari (morte, ricovero in ospedale, ecc.) ed e' stata effettuata una valutazione prima e dopo il trattamento della classe NYHA. I pazienti trattati con metoprololo a lento rilascio hanno mostrato una riduzione degli end-point primari e un miglioramento medio della classe NYHA. Tali risultati sono stati esclusivi del prodotto a lento rilascio. Gli autori concludono che il metoprololo a rilascio ritardato ha dimostrato una riduzione di mortalita’, di tempi di degenza e miglioramento funzionale nei pazienti con scompenso cardiaco.
D.Z. (Hjalmarson e coll. JAMA 2000; 283:1295-302)

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