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Parkinson e solventi
Inserito il 30 ottobre 2000 da admin. - neurologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Una ricerca italiana evidenza una correlazione tra questa grave malattia neurologica e l'esposizione lavorativa a composti chimici derivati dagli idrocarburi


Le Scienze, 22.09.2000 - Alcuni ricercatori dell'Istituto del Parkinson di Milano, guidati da Gianni Pezzoli, hanno pubblicato una ricerca sul giornale dell'Accademia Americana di Neurologia in cui si evidenzia un legame diretto fra il morbo di Parkinson e l'esposizione a solventi derivati da idrocarburi. Il morbo di Parkinson, causato dalla degenerazione e morte di neuroni produttori di dopamina nei nuclei della base del cervello, provoca una progressiva perdita di controllo dei movimenti, il cui sintomo più conosciuto è il continuo tremore delle mani. Questa malattia colpisce sopratutto persone anziane e, a parte un temporaneo sollievo dei sintomi dato dalla somministrazione di farmaci che imitano la dopamina, non esistono attualmente cure che impediscano il progressivo aggravarsi dei sintomi fino alla morte del paziente.
Fino ad ora c'erano molte congetture e pochi fatti certi in merito alle cause scatenanti del Parkinson, si sapeva però che l'intossicazione da alcune sostanze, come l'ossido di carbonio, provoca sindromi non permanenti ma con sintomatologia analoga. I ricercatori italiani hanno esaminato l'andamento della malattia in 990 soggetti, scoprendo che quelli che per motivi di lavoro avevano avuto prolungati contatti con composti organici, come i solventi clorurati o il benzene, avevano sviluppato il morbo di Parkinson in media tre anni prima degli altri ed avevano sofferto sintomi di gravità maggiore della media in misura proporzionale al grado di esposizione. Il 91 per cento dei pazienti di questo gruppo aveva svolto solo 9 tipi diversi di lavoro, quelli con i livelli di esposizione più alta sono risultati essere gli operai di fabbriche petrolchimiche e della gomma ma anche meccanici, litografi e verniciatori hanno mostrato di aver assorbito nella loro vita lavorativa alte dosi di solventi organici.
C'è però da notare che, al di là delle notevoli dosi assorbite sull'ambiente di lavoro, composti chimici di questo tipo sono presenti in migliaia di prodotti della vita di ogni giorno, dai carburanti, alle colle, alle vernici sintetiche. Resta quindi completamente da chiarire quale impatto possa avere, nello sviluppo e decorso del Parkinson, il contatto quotidiano con bassi livelli di sostanze di questo tipo nell'aria delle città e degli ambienti chiusi.

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