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Controllare il testosterone per prevenire malattie cardiovascolari maschili
Inserito il 04 ottobre 2005 da admin. - andrologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Per prevenire le malattie cardiovascolari nei maschi dopo i 50 anni occorrerebbe controllare routinariamente la testosteronemia.


Nel corso dei lavori del XXII° Congresso Nazionale della SIA - Società Italiana di Andrologia, il Dottor Bruno Giammusso, Segretario Nazionale, ha affermato che:
"Una serie di studi scientifici ha dimostrato come il calo dei livelli di testosterone dopo i 50 anni costituisca un fattore di rischio per malattie cardiovascolari quali l'infarto, al pari dell'ipertensione, dell'ipercolesterolemia e del diabete. Il testosterone è in grado di produrre una vasodilatazione delle arterie coronarie, aortica e brachaiel ed è stato dimostrato che le concentrazioni ematiche di questo ormone sono mediamente più basse in uomini affetti da malattie cardiovascolari rispetto a soggetti sani. La terapia sostitutiva con testosterone in maschi ipogonadici riduce il rischio di infarto ed inibisce il processo di aterosclerosi, e la somministrazione dell'ormone (per un periodo di 1-3 mesi) in pazienti maschi con bassi livelli di testosterone e angina cronica stabile, riduce significativamente la severità e il tempo di ischemia. Ripristinare i livelli ormonali fisiologici del maschio in età adulta ha un impatto favorevole su tutti i parametri alterati nella cosiddetta "sindrome metabolica" quali obesità, ipertensione, diabete". Secondo alcuni studi la terapia sostitutiva con testosterone riduce la depressione e migliora il tono dell'umore e delle funzioni cognitive, ad esempio la memoria visiva."

Fonte: Ufficio Stampa SIA - ADN Kronos

Commento di Luca Puccetti

L'osservazione della più alta incidenza e prevalenza di malattie cardiovascolari nel sesso maschile e che l'obesità androide è associata con un maggior rischio di eventi cardiovascolari aveva in passato fatto pensare ad un ruolo negativo degli androgeni sul sistema cardiovascolare e metabolico. Nessuno studio ha però mai messo in evidenza un ruolo causale tra androgeni e malattie cardiovascolari. Vi sono, al contrario, alcuni studi, sia sperimentali che cross sezionali in ambito umano, che dimostrerebbero un'associazione tra ipoandrogenenismo e malattie cardiovascoolari e che una supplementazione fisiologica con testosterone migliori l'assetto lipidico e la funzione endoteliale. Tuttavia nessuno studio prospettico ha mai dimostrato effetti degli androgeni sugli eventi, sia nel sesso maschile, che femminile. Le affermazioni del presidente della SIA sono pertanto da ritenersi piuttosto enfatiche e premature. In un contesto di risorse molto limitate affermare che il controllo del testosterone sia da inserire tra gli esami di routine sembra una proposta alquanto inappropriata che rischierebbe di generare enormi spese senza che alcuna solida evidenza supporti che supplementazioni di androgeni riducano gli eventi, mentre per molti farmaci queste evidenze sono assai più solide.

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