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E' giustificata la profilassi eparinica dopo artroscopia del ginocchio?
Inserito il 05 ottobre 2006 da admin. - clinical_queries - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

L'incidenza di trombosi venosa profonda dopo artroscopia del ginocchio appare bassa ma non trascurabile per cui la decisione se usare o meno una profilassi antitrombotica deve tener conto del rischio individuale.


Dopo un intervento di chirurgia ortopedica maggiore (artroprotesi d'anca o di ginocchio) il rischio di tromboembolismo venoso è molto elevato (si stima che possa arrivare fino al 70-80% dei casi) per cui una profilassi antitrombotica è pienamente giustificata, anzi obbligatoria. Ma si può dire altrettanto dopo interventi meno impegnativi come un'artroscopia del ginocchio?
Una meta-analisi ha cercato di quantificare il rischio analizzando 10 studi: in 6 per determinare la presenza di trombosi venosa profonda è stata usata la venografia, per 4 invece gli ultrasuoni. L'età media dei pazienti arruolati negli studi era di 38-46 anni, il sesso maschile era il più rappresentato.
L'incidenza di TVP andava dal 3,1% al 18%, la media era del 10% (intervallo di confidenza da 8% a 12%). Negli studi non veniva riportato alcun caso di embolia polmonare.
L'incidenza di trombosi venosa profonda è quindi molto più bassa negli interventi di artroscopia del ginocchio che in quelli di artroprotesi d'anca o di ginocchio, ma non è trascurabile.
Bisogna tenere conto che la meta-analisi ha ricercato solo studi pubblicati in lingua inglese e questo costituisce un bias di pubblicazione. Inoltre i pazienti arruolati erano relativamente giovani mentre nella pratica clinica spesso si sottopongono al'intervento soggetti più anziani, obesi, fumatori, pazienti con pregressi episodi di TVP o con varici, donne che usano terapia ormonale sostitutiva o contraccettivi orali, tutti fattori che portano ad un aumento del rischio.
Anche se il pericolo di embolia polmonare è probabilmente molto basso non bisogna scordare che una TVP comporta anche altre conseguenze come dolore, sindrome post-flebitica, dermatite, ulcere cutanee e in casi rari può portare anche alla necessità di amputazione della gamba (phlegmasia cerulea dolens).
Vi sono poi timori di tipo medico-legale che portano con ogni probabilità a prescrivere una profilassi antitrombotica anche quando il rischio è bassissimo ed è molto difficile per il medico curante sottrarsi alla trascrizione di una terapia consigliata dallo specialista.
Sarebbero necessarie delle linee guida condivise in cui vengono chiaramente individuati i casi a più elevato rischio che possono trarre maggior beneficio dalla profilassi.Non si dimentichi infatti che l'eparina a basso peso molecolare non è esente da rischi e può provocare (seppur più rararmente dell'eparina non frazionata) piastrinopenia.

Renato Rossi



Fonte:
OA Ilahi et al. Deep venous thrombosis after knee arthroscopy: a meta-analysis. Journal of Arthroscopic and Related Surgery 2005 21: 727-730.

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