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Le euristiche
Inserito il 03 dicembre 2023 da admin. - scienze_varie - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  




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Buona lettura

Renato Rossi


Lo psicologo Daniel Kahneman fu insignito, nel 2002, del premio Nobel per l’economia per aver studiato e approfondi-to le modalità con cui si prendono decisioni in condizioni di incertezza.
Secondo Kahneman sfruttiamo due tattiche diverse: pensieri veloci (sistema 1) che permettono di prendere decisioni in tempi molto rapidi e pensieri lenti (sistema 2) che esaminano tutte le ipotesi e le possibili conseguenze di una scelta.
Si tratta della teoria del doppio processo che bene illustra le modalità psicologiche con le quali scegliamo i nostri comportamenti nella vita di tutti giorni.
I due sistemi sono sempre in funzione, sia quando dobbiamo scegliere quale vestito indossare sia quando dobbiamo prendere una decisione importante come per esempio se accettare o meno un lavoro che ci è stato offerto oppure accendere un mutuo per l’acquisto di una casa o di un’automobile.
Kahneman aveva elaborato le sue teorie per mostrare le modalità di ragionamento in ambito economico, tuttavia esse possono spiegare anche come vengono prese decisioni clini-che.
L’analisi di Kahneman parte dall’idea che è illusorio credere che l’essere umano agisca sempre razionalmente, anzi spesso si comporta in modo istintivo, senza un controllo analitico, come un pilota automatico. Kahneman chiama questa modalità di comportamento sistema 1 e spiega che esso agisce quasi inconsciamente, in modo veloce, ama prendere decisioni senza analizzare in profondità le eventuali conseguenze, è economico, cerca di risparmiare forze ed energia. È un sistema molto efficace, che entra in funzione per risolvere rapidamente vari tipi di problemi, tende a semplificare le decisioni, cerca di dare risposte immediate, è intuitivo, ma spesso agisce solo e inevitabilmente per approssimazioni.
Questa modalità di pensiero è comoda e pratica perché permette di risolvere in pochi minuti molti dei problemi che affrontiamo quotidianamente. È un atto quasi involontario e non sottoposto al controllo del pensiero razionale.
Il pensiero veloce subisce l’influenza delle emozioni e del contesto e per questo è soggetto a errori di cui bisogna essere consci, come vedremo meglio nel capitolo 8. Per funzionare necessita dell’esistenza di schemi mentali o modelli che sono stati elaborati e immagazzinati nella memoria e che sono subito pronti e disponibili per essere recuperati e usati.
Ad esempio noi abbiamo ben chiaro qual è l’aspetto di un gatto o di un cane perché nella nostra mente esiste un modello di questi animali. Perciò quando vediamo un gatto o un cane riusciamo subito a riconoscerli anche se hanno un aspetto diverso da altri cani o gatti visti in precedenza (per forma, colore del pelo, per taglia, ecc.). Questo riconoscimento è istantaneo e avviene senza l’intervento di un’elaborazione razionale e analitica.
Per esemplificare il funzionamento del sistema 1 Kahneman ricorre alla foto di una donna con la bocca spalancata e il viso accigliato: si capisce subito che si tratta di una persona che è arrabbiata e che sta gridando, a questa conclusione arriviamo immediatamente, appena vediamo l’immagine, senza ricorrere ad alcuna analisi razionale, la condizione emotiva della donna ci è facilmente comprensibile. Un pro-cedimento analogo si verifica quando vediamo un quadro clinico di cui abbiamo un modello conservato nella nostra memoria, per esempio per averlo già visto in passato o per averlo studiato in un libro di testo.
Se abbiamo già visitato un paziente con andatura a piccoli passi sapremo subito riconoscere questo segno, anche se si trattasse di una persona che vediamo per la prima volta. Il riconoscimento è immediato e non richiede l’ausilio di nessun pensiero complesso: faremo diagnosi di “marcia magnetica”, caratteristica del morbo di Parkinson e dei parkinsonismi. Allo stesso modo se abbiamo visto più volte pazienti con herpes labialis o zoster non avremo nessuna difficoltà a riconoscere in seguito queste condizioni cliniche.
Più in generale possiamo dire che il sistema 1 funziona grazie alle euristiche. Come vedremo meglio nel prossimo capitolo, le euristiche sono delle procedure che, seppur imperfette, cercano di dare una risposta veloce e immediata a un determinato quesito (nel nostro caso di tipo clinico). È importante ricordare che il sistema 1 non è sotto il controllo delle volontà, sfrutta capacità intuitive ma non è in grado di effettuare ragionamenti complicati, non è influenzato dal dubbio e dall’incertezza e non si cura di cercare conferme o smentite.


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