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Chi distrugge la mielina
Inserito il 30 aprile 2000 da admin. - neurologia - segnala a: facebook  Stampa la Pillola  Stampa la Pillola in pdf  Informa un amico  

Prospettato un potenziale trattamento terapeutico per curare la malattia


Non sono soltanto le cellule T, noti rappresentanti del sistema immunitario, a distruggere la mielina nella sclerosi multipla: un nuovo componente cellulare sembra essere responsabile del processo neuro-degenerativo e per la prima volta proprio questo potrebbe rappresentare un utile bersaglio terapeutico nei confronti della malattia.
Lo sostengono i ricercatori della Emory University School of Medicine di Atlanta nell’ultimo numero di Journal of Experimental Medicine.
Si tratta dei mastociti, cellule del sistema immunitario note in quanto svolgono un ruolo importante nei processi infiammatori e allergici, rilasciando sostanze quali l’istamina e la serotonina. Era stato precedentemente osservato che queste cellule producono anche molte delle sostanze implicate nel processo degenerativo della sclerosi multipla e che si accumulano nei siti di demielinizzazione nei pazienti affetti dalla malattia.
Basandosi su questi dati, i ricercatori hanno ipotizzato che i mastociti possano davvero svolgere un ruolo importante nello sviluppo della patologia: gli esperimenti effettuati nel topo hanno dato loro ragione. In breve, gli studiosi hanno provato a indurre encefalite allergica sperimentale (EAE), che rappresenta la versione murina della sclerosi multipla umana, in topi geneticamente modificati privi dei mastociti e, per controllo, in topi normali: ebbene, l’incidenza della malattia nei topi mutanti, dunque in assenza di mastociti, è risultata notevolmente ridotta rispetto agli animali di controllo. E non solo: se si fornivano i mastociti ai topi mutanti, la predisposizione alla malattia e la gravità con cui questa si presentava ritornavano ai livelli osservati nei controlli, confermando dunque l’implicazione delle cellule nel processo patologico.
Siamo particolarmente entusiasti della nostra scoperta, soprattutto perché mette in luce per la prima volta reali prospettive terapeutiche sostiene Melissa Brown, a capo della ricerca. I mastociti sono infatti studiati da tempo in altri ambiti patologici, quali l’asma e l’allergia e sono da tempo stati identificati farmaci in grado di bloccare l’attività di queste cellule: secondo gli studiosi, tali farmaci potrebbero dunque svolgere una funzione terapeutica anche nei confronti della sclerosi multipla, per la quale, al momento, le prospettive di cura sono ancora insufficienti.
Le Scienze www.lescienze.it

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