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Cotrimossazolo insieme ad ACE/ARB ed aumento del rischio di morte improvvisa
Inserito il 23 novembre 2014 alle 06:28:00 da admin. IT - cardiovascolare

Gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) e i bloccanti il recettore dell’angiotensina (ARB) sono ra i farmaci più prescritti nella pratica clinica. Ogni anno, vengono dispensate più di 50 milioni di prescrizioni in United Kingdom (UK) e più di 250 milioni di prescrizioni negli Stati Uniti (USA). Questi farmaci vengono utilizzati prevalentemente per l’ipertensione arteriosa, per la malattia coronarica, per lo scompenso cardiaco, per la proteinuria e per la malattia renale cronica. Entrambe le classi di farmaci aumentano il rischio di iperkaliemia, che si verifica in più del 10% dei pazienti ed è particolarmente comune in pazienti in terapia con altri farmaci o con malattie correlate a fattori di rischio per iperkaliemia. Il cotrimossazolo (trimetoprim e sulfametossazolo) è comunemente prescritto per il trattamento di infezioni del tratto urinario ed è inserito dalla World Health Organization nella lista dei farmaci essenziali. Ogni anno, sono dispensate circa 5 milioni di prescrizioni in UK e 20 milioni negli USA. Il trimetoprim è strutturalmente e farmacologicamente simile al diuretico risparmiatore di potassio amiloride. Alle dosi utilizzate nella pratica clinica (in genere 80-160 mg due volte al dì), il trimetoprim blocca i canali epiteliali del sodio (ENaC) nel nefrone distale, danneggiando l’eliminazione renale di potassio. Circa l’80% dei pazienti che assumono cotrimossazolo sviluppano aumenti delle concentrazioni sieriche di potassio di almeno 0.36 mEq/L e il 6% franca iperpotassiemia (potassio >5.4 mEq/L).
Gli stessi autori di questo studio avevano precedentemente dimostrato che l’uso del cotrimossazolo con gli ACE e gli ARB determinava un aumento di circa 7 volte del rischio di iperkaliemia correlata al ricovero ospedaliero rispetto all’amoxiciliina. Case reports hanno mostrato che l’interazione può causare iperkaliemia pericolosa per la vita, ma non è noto se essa possa anche aumentare il rischio di morte improvvisa nella pratica clinica. Questo è un problema importante, perché la morte cardiaca dovuta ad iperkaliemia nel setting pre-ospedaliero è probabilmente mal attribuita alla malattia cardiaca intrinseca, soprattutto nei pazienti anziani con malattia cardiovascolare o con diabete. La iperkaliemia indotta da cotrimossazolo è comune, si può verificare rapidamente e può essere minacciosa per la vita.

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