Uno studio restrospettivo suggerisce che nei pazienti che hanno avuto una fibrillazione atriale risolta, con successivo rispristino del ritmo sinuale, il rischio di eventi tromboembolici rimane elevato.
Un recente articolo forse metterà d’accordo le Linee Guida europee e americane che continuano a non essere d’accordo circa il target da raggiungere con terapie più o meno aggressive