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Noi, che disegniamo da schifo |
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Inserito il 24 aprile 2026 da admin. - professione - segnala a:
Ho letto sorridendo l’ accorato articolo di un affermato giornalista che lamentava disperato la propria totale incapacita’ ad esprimersi mediante il disegno. Lui afferma “Non conosco nessuno, ma proprio nessuno, che disegni peggio di me”. L’ ho letto sorridendo perche’ finalmente, forse, ho trovato qualcuno che mi batte!
Il collega (se posso osare esprimermi cosi’) si dilunga sulle sfide di disegno perse contro la figlia di cinque anni. Poi racconta con vergogna quando l’insegnante delle medie, abituata a dargli dieci a ogni tema in classe, guardo’ con orrore il suo misero tentativo di rappresentare un panorama dicendo solo: «Mi cadono le braccia». Oddio! Ricordo questa frase, avevamo forse la stessa insegnante?
Allora ci si rifugia nella ricerca scientifica. La prima: si stima (https://yourartpath.com/what-percentage-of-population-can-draw?) che il 99,99 per cento della popolazione mondiale sia in grado di riprodurre le forme più semplici. Poi pero’ un sondaggio (www.arts.gov/sites/default/files/US_Patterns_of_Arts_ParticipationRevised.pdf ) sostiene che il 13 per cento della popolazione degli Stati Uniti si diletti a disegnare e che la maggior parte sarebbe comunque in grado di farlo. Pero' si e’ scoperto (e lui porta l’ esempio di Lewis Carroll) che chi è creativo nell’uso delle parole può essere incapace nelle raffigurazioni, mentre è meno frequente il contrario.
Rovistando tra studi scientifici viene fuori pero’ una scoperta che sembra condurre al cuore del problema: quella che puo’ apparire come una frustrante incoerenza, sembra essere infatti (secondo l’ipotesi di Betty Edwards) una specializzazione del cervello. La studiosa ricondusse l’attitudine al disegno alla differenza tra gli emisferi destro e sinistro del cervello, rispettivamente intuitivo e razionale La teoria e’ stata in parte superata dagli studi successivi, ma anticipava il concetto secondo cui il nostro cervello percepisce ed elabora la realtà in due modi: l’uno verbale e analitico (la parola, la scrittura), l’altro visuale e percettivo (il disegno).
Chi disegna bene, seguendo questa teoria, ha quattro capacità distinte: 1. percepisce le proporzioni e le relazioni di spazio; 2. inibisce i concetti e guarda a linee e curve (non disegna un tavolo, ma quel tavolo); 3. controlla accuratamente il gesto della mano; 4. traduce ciò che vede in un segno grafico.
Le persone “linguistiche”, e più in generale chi non disegna bene, seguono invece un altro percorso: 1. categorizzano rapidamente e costruiscono significati; 2. sintetizzano; 3. astraggono; In altre parole trasformano immediatamente ciò che vedono in concetto, invece di rappresentarlo come appare in immagine. Interpretano e simbolizzano le forme anziché “vederle”, e così le perdono. La ragione della incapacità di disegnare ne esce in ogni caso chiarita: La realta’ non e’ vista nelle sue linee grafiche, ma viene inscatolata in concetti. Ci rafforza anche l’appoggio di ChatGPT, che dice, lapidaria «L’adulto colto disegna male perché pensa troppo bene».
Dicono che ci siano dei test per capire a quale gruppo si appartiene: se il disegnatore scarso prova a copiare la fotografia di una bicicletta, il risultato sarà scarso; se invece rovescia la fotografia e disegna la bicicletta capovolta, il risultato sarà molto migliore, perche’ in questo modo non riesce più a saltare al concetto e deve concentrarsi su un insieme di linee e curve. Se poi si chiede all’incapace di disegnare un occhio, e lui traccerà una mandorla simmetrica: iride centrata, contorni netti. Ma l’occhio vero e’ diverso: bordo superiore più pesante, iride in parte coperta ecc. Il disegnatore “vero” sa disobbedire all’idea a priori che se ne è fatto il cervello.
Parrebbe che questo modo di guardare e di disegnare possa essere appreso, diventando un disegnatore accettabile. Sara’!
Ma chi scrive non rappresenta certamente un successo del metodo! E’ ancorato ancora al vecchio livello, perseguitato dal ricordo dell’ aria afflitta dell’ insegnante che lo promuoveva col voto minimo, sconsolata e quasi in lacrime!
Daniele Zamperini
Per chi volesse leggere integralmente il gradevolissimo articolo originale, con i suoi buffi disegni, andare su https://www.ilpost.it/2026/03/14/morelli-a-tutti-noi-che-disegniamo-da-schifo/
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