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Rapporto 2026 del Lancet Countdown su salute e cambiamento climatico

Categoria : ecologia
Data : 10 novembre 2026
Autore : admin

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Il messaggio principale
Il rapporto sostiene che i danni sanitari del cambiamento climatico stanno aumentando più rapidamente delle azioni intraprese per contenerli. Gli interventi già realizzati producono benefici, ma rimangono insufficienti e distribuiti in modo diseguale.
Si tratta del decimo rapporto annuale del Lancet Countdown: 146 esperti hanno analizzato 54 indicatori, dedicati agli effetti del clima sulla salute e alle risposte delle istituzioni. Il confronto centrale riguarda il decennio 2016–2025 rispetto al precedente, anche se i dati dei singoli indicatori arrivano ad anni differenti. È quindi un sistema di monitoraggio multidisciplinare, non un singolo studio clinico.

I principali risultati
Il dato più immediato riguarda la mortalità associata al caldo. Nel periodo 2016–2023 gli autori stimano una media di circa 540.800 morti annue correlate alle alte temperature, delle quali circa il 68% attribuibile al cambiamento climatico antropogenico. Nel solo 2023 la stima raggiunge 710.000 decessi, con una quota attribuibile al cambiamento climatico del 71,5%. È essenziale distinguere i decessi complessivamente associati al caldo dalla frazione attribuita al riscaldamento provocato dalle attività umane.
L’altra grande area critica riguarda l’acqua. Nel 2025 quasi il 52% delle terre emerse ha attraversato almeno un mese di siccità estrema. Le analisi satellitari indicano inoltre cambiamenti persistenti nelle riserve idriche, con territori che diventano più aridi e altri più umidi. Il problema sanitario comprende quindi la sicurezza alimentare, l’approvvigionamento idrico e le condizioni igieniche, oltre agli effetti diretti degli eventi meteorologici.
Il caldo compromette anche la capacità lavorativa: nel 2025 la perdita stimata di reddito potenziale raggiunge 1.070 miliardi di dollari, con un peso proporzionalmente maggiore in Africa e nel Sud-Est asiatico. Agricoltura ed edilizia sono particolarmente colpite. Queste stime descrivono anche un meccanismo di amplificazione delle disuguaglianze: chi lavora all’aperto dispone spesso di minori possibilità di proteggersi.

I progressi esistono, ma non compensano i danni
Il rapporto documenta anche risultati favorevoli. Nel 2025 gli investimenti nelle energie pulite hanno raggiunto 2.100 miliardi di dollari. Nei 77 Paesi in cui l’inquinamento da combustibili fossili è diminuito rispetto al 2016, il miglioramento dell’aria è associato a circa 323.000 morti evitate ogni anno. Persistono tuttavia circa 2,73 milioni di decessi annui stimati per l’inquinamento atmosferico da combustibili fossili. Questi dati riguardano l’inquinamento e non vanno confusi con quelli relativi alla mortalità da caldo.
Anche la preparazione sanitaria migliora: 56 dei 194 Stati membri dell’OMS dispongono di un piano nazionale di adattamento sanitario al cambiamento climatico, rispetto a 14 nel 2015. Restano però carenze di finanziamenti e personale. Inoltre, l’84% dei finanziamenti per la ricerca su clima e salute va a ricercatori dei Paesi più ricchi, lasciando importanti lacune proprio dove la vulnerabilità è maggiore.

Che cosa propongono gli autori
La proposta centrale è riconoscere formalmente il cambiamento climatico come emergenza sanitaria globale, sviluppando anche uno specifico strumento dell’OMS. Si tratta di una richiesta degli autori, non di una dichiarazione già adottata.
Le sei priorità indicate sono:
• coordinare preparazione e risposta alle emergenze sanitarie climatiche;
• rendere clima e salute una priorità della cooperazione internazionale;
• ridurre rapidamente le emissioni attraverso una transizione equa;
• valutare le politiche climatiche anche in termini di mortalità e salute;
• creare un’infrastruttura condivisa di dati climatici e sanitari;
• aumentare i finanziamenti, privilegiando sovvenzioni e condizioni fortemente agevolate per non aggravare l’indebitamento dei Paesi vulnerabili.

Riflessioni critiche
Il contributo più importante del rapporto è rendere il cambiamento climatico leggibile attraverso esiti sanitari e possibilità concrete di prevenzione. Questo approccio permette di discutere le politiche energetiche, urbanistiche e sociali anche come interventi di salute pubblica.
Occorre però leggere correttamente i numeri. Le morti attribuibili al cambiamento climatico sono stime epidemiologiche, non conteggi di certificati di morte che riportano quella causa. L’attribuzione richiede un confronto con uno scenario controfattuale: quale mortalità si sarebbe verificata senza il riscaldamento antropogenico? La precisione dipende dai dati disponibili e dalle assunzioni dei modelli..
Un secondo punto riguarda il confronto temporale: osservare un peggioramento dopo l’Accordo di Parigi non misura, da solo, l’efficacia dell’accordo. Per farlo occorrerebbe stimare che cosa sarebbe accaduto in sua assenza. Il confronto documenta soprattutto che la risposta effettivamente realizzata non ha impedito l’aggravarsi di molti indicatori.
Infine, definire il problema un’emergenza può favorire risorse e coordinamento, ma deve tradursi in programmi continuativi e verificabili. Una minaccia destinata a durare decenni richiede personale, servizi territoriali, infrastrutture e responsabilità stabili.
Per la medicina generale, una lettura operativa è soprattutto organizzativa: inserire l’esposizione ambientale nella valutazione della fragilità, conoscere le condizioni abitative e lavorative degli assistiti e collegare l’assistenza alle reti locali di prevenzione. Il rapporto invita a considerare la protezione dal rischio climatico una componente ordinaria della tutela della salute, con interventi proporzionati ai bisogni delle persone e dei territori.


Riccardo De Gobbi



Bibliografia

Romanello Marina,Walawender Maria et Al.: The 2026 report of the Lancet Countdown on health and climate change: a decade of escalating health harms and a decisive moment for all Online first October 27, 2026 http://thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)01779-4/fulltext













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