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Reflusso gastro-esofageo |
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Comunque nonostante queste incertezze le linee guida prevedono quanto segue: a) se la sostituzione dell'epitelio squamoso con epitelio colonnare è di tipo gastrico (cardiale o fundico) si consiglia una endoscopia dopo 5 anni b)se è di tipo intestinale vero e proprio si esegue una EGDS dopo 2 anni se non vi è displasia, in caso di displasia di alto grado il paziente va inviato al chirurgo per l'intervento o sottoposto ad ablazione endoscopica, in caso di displasia di basso grado si controlla dopo 3 mesi e se persistono le lesioni di basso grado si ricontrolla dopo 6 mesi, se al contrario la displasia è scomparsa si ricontrolla dopo un anno. Nei casi di displasia di alto grado l'intervento di scelta è l'esofagectomia. Le procedure di ablazione endoscopica (resezione, elettrocoagulazione o argon-plasma coagulazione) hanno ovviamente il vantaggio di non essere gravate dalle complicanze legate all'intervento chirurgico e quindi sono di elezione nei pazienti in cui l'operazione è controindicata o presenta rischi, tuttavia non possono dare la certezza di una asportazione completa. Secondo lo studio recensito in questa pillola l'ablazione ottenuta mediante elettrocoagulazione o argon-plasma coagulazione si mantiene, a due anni, in un buona percentuale di casi, però non sappiamo se questi risultati perdurino per periodi più prolungati. Un altro punto aperto è quale tecnica ablativa scegliere. Non esistono dati per affermare che una sia superiore all'altra, tuttavia la resezione endoscopica permette di esaminare istologicamente il materiale asportato e nel caso si evidenzi un interessamento dei tessuti profondi si potrà valutare l'opportunità di un intervento di esofagectomia. Nel caso invece di ablazione tramite tecniche coagulative questo non è possibile.
Ressa: Ritorniamo al GERD: quando affidarsi alla chirurgia?
Rossi: La chirurgia antireflusso (fundoplicatio secondo Nissen, oggi eseguita in laparoscopia) viene proposta ai pazienti con complicanze oppure non responsivi o che non tollerano la terapia medica. L'efficacia a lungo termine della soluzione chirurgica è buona purché il paziente venga operato da operatori dedicati ed esperti nella metodica. Il trattamento chirurgico viene proposto anche a soggetti con stenosi esofagee, in certi casi di esofago di Barrett oppure in caso di ernia jatale scivolata nel torace.
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